L' Associazione Studi Museologia del Cinema ha presentato al grande pubblico, durante il periodo novembre 2004 – gennaio 2005, la Mostra Divas realizzata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino ed esposta per la prima volta alla Notte degli Oscar 2003 come main event durante Italian Cinema Day , la manifestazione organizzata da Cinecittà presso il Directors Guild ‘s of America di Los Angeles.
Gli eventi sono stati due ed hanno riguardato la Capitale, dal 25 novembre fino al 2 dicembre 2004, e Milano durante la Settimana Internazionale della Moda Uomo svoltasi dal 16 al 20 gennaio 2005.
L'esposizione di Roma, allestita dall' ASMdC e curata dalle società di comunicazione Skywalker, MKA e Gas, è stata realizzata nei fastosi spazi del h club doney , il caffè del Westin Excelsior di Via Veneto; alle serate sono intervenuti, tra gli altri personaggi del mondo dello spettacolo come Jane Alexander , Gian Marco Tognazzi, Serena Autieri, Barbara Chiappini, Giuliano Gemma, Fabio Troiano, Sergio Assisi, ma anche personaggi della politica e delle istituzioni come Vice Sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia ed il Segretario Generale del CONI Raffaele Pagnozzi.
A Milano la mostra è stata allestita all'interno dell'atelier dello stilista Carlo Pignatelli, sponsor dell'iniziativa, riscuotendo un grande successo di pubblico e ottenendo una vasta eco sui media nazionali ed europei, rappresentando così il momento clou degli eventi culturali collaterali alle sfilate di moda.
“Mai essere umano, mai essere femminile seppe tramutarsi così profondamente nelle line, nelle espressioni…”
Si esprimeva in questi termini Matilde Serao a proposito di Lyda Borelli, considerata prima grande sacerdotessa del nascente divismo. La diva italiana anticipa un fenomeno tipico delle star americane, la contaminazione reciproca tra la propria personalità e il personaggio interpretato che è poi la radice del mito. La Mostra offre l'occasione per un percorso storico sulla cinematografia attraverso le immagini di celebrità entrate di diritto nell'immaginario collettivo. In una carrellata attraverso 35 gigantografie di altrettanti attrici italiane dal muto sino ai giorni nostri, si ricostruisce la storia del nostro paese attraverso la storia del costume nazionale. Dalle figure lontane, con pose da femme fatale, di Francesca Bertini, Lyda Borelli, Leda Gys e Pina Menichelli, si passa alle fidanzate d'Italia Maria Denis e Assia Noris, dalla tenera Alida Valli alle maliarde Isa Miranda, Luisa Ferida, Clara Calamai e Doris Duranti, dalle attrici del dopoguerra con Anna Magnani, Silvana Mangano, Giulietta Masina, Silvana Pampanini, Eleonora Rossi Drago, Lucia Bosè, Giovanna Ralli, alla lacrimevole Yvonne Sanson, dalla bersagliera Gina Lollobrigida e la splendida Sofia Loren, alle attrici degli anni del boom del miracolo economico con Virna Lisi, Monica Vitti, Lea Massari, Sylva Koscina, Sandra Milo, Anita Ekberg, Claudia Cardinale, Rosanna Schiaffino, Stefania Sandrelli, per passare poi a Mariangela Melato, Ornella Muti e concludendo con le dive del futuro Margherita Buy, Francesca Neri e Giovanna Mezzogiorno.
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