Forte dei Marmi  - Sale Espositive del Fortino -

Più di 650 visitatori nella prima settimana d’apertura. Tremila presenze una volta calato il sipario. Questi i numeri della duplice mostra “La Dolce vita” che ha rievocato a Forte dei Marmi le magiche atmosfere fine anni ’50 di Via Veneto e della stessa Versilia.
Da venerdi 21 dicembre – data della sfavillante cerimonia d’apertura con proiezioni e giochi di luce - al 24 febbraio le sale espositive del Fortino hanno ospitato, al piano terreno, “La Dolce vita. Scandalo a Roma, Palma d’oro a Cannes”: foto di scena dall’archivio Praturlon, suggestive gigantografie e tanto altro materiale per immergere il pubblico nell’indiscusso capolavoro di Fellini suggerendone molteplici prospettive di comprensione.
L’evento proseguiva quindi al piano superiore con “La Dolce vita…sotto l’ombrellone”, intenzionata a mettere in parallelo la celebre stagione romana con quella versiliese: solo apparentemente di respiro locale, questa seconda esposizione – attraverso il fascino del grande schermo e il potenziale evocativo delle tante testimonianze fotografiche rinvenute sul territorio – ha rimarcato, se ancora ve ne fosse bisogno, quanto gli anni Cinquanta e Sessanta avessero incoronato Forte dei Marmi quale seconda ‘via Veneto’, brillando tuttavia di luce propria.
Una carrellata di personaggi noti e meno noti – dal mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport – che in quelle indimenticabili estati non seppero resistere al fascino di una Versilia che dettava legge con la sua spiaggia, il suo mare e i suoi riti notturni.

Renato Salvatori

Un’intera sezione è stata poi riservata al versiliese che più di tutti è riuscito a farsi artisticamente apprezzare a livello internazionale, proprio a partire da quegli anni e dalla sua Forte dei Marmi: Renato Salvatori, “Il povero ma bello che volle farsi attore”.
Isa Barzizza, indimenticata soubrette, doppiatrice ed attrice (ancora in attività) ha infine accompagnato lo spegnersi dei riflettori su questa “Dolce vita”, deliziando gli ospiti col suo flusso di ricordi professionali e personali.

 
 
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